UNO SPAZIO DI SOLIDARIETÀ, LIBERTÀ ED ACCOGLIENZA

per buttare il cuore al di là dell’ostacolo e spezzare le catene tra disabilità ed impossibilità

Il Giardino SottoVico si amplia grazie alla donazione della Società “La Torre” dei Marchesi Torrigiani, di un terreno adiacente all’Orto Botanico-Giardino Terapeutico che lo riqualifica sulla base dei principi per i quali è nato.

Questi mirano principalmente al valore della diversità, all’integrazione sociale e a un senso estetico che potenzia la bellezza non come mero ideale, ma come possibilità di riscoprirla in tante forme e modi diversi, sia nella natura, sia nell’essere umano.

A tal proposito, all’interno di un boschetto sarà costruito un percorso naturale con una casetta tra gli alberi, un luogo dove tutti, a partire dai portatori di handicap, potranno soggiornare.

Il progetto Bosco delle Emozioni nasce nel 2016 per offrire spazi e luoghi dove le persone con disabilità possano far prevalere i bisogni della persona sulle convenzioni che generano pietismo. Saranno questi dei luoghi in cui sarà possibile soggiornare e convivere con la diversità in armonia con la Natura, sarà offerta alle famiglie anche la possibilità di superare una gestione privata dell’handicap.

Il progetto si caratterizza per la costruzione di una casa tra gli alberi, una serie di camminamenti e percorsi per renderla agibile, una grotta e altri spazi per la fruizione residenziale e sensoriale dell’area da parte di ognuno. Un ambiente all’interno del quale si può godere lo splendore della Natura, nelle ore del giorno e della notte, con le sue forme, colori e profumi che nel loro apparente silenzio parlano un linguaggio specifico, eppure universale.

Lo scopo è di valorizzare i momenti di distensione che predispongono a un ascolto proprio e del mondo esterno; un luogo volutamente autentico e spontaneo per riscoprire le risorse del corpo e della mente che in interazione agiscono nel ristabilire un’armonia. Questo luogo perciò offre modi e tempi per una meditazione attiva che si contrappone alla vita frenetica, un riferimento per trovare momento dopo momento “cosa si può fare“, piuttosto che “cosa c’è da fare”.